91) Popper. Chi  filosofo.
Per Popper indirettamente tutti sono filosofi, se non altro perch
hanno inconsapevolmente pregiudizi filosofici. Il filosofo
austriaco si sofferma poi sulle responsabilit del filosofo.
K. R. Popper, Come io vedo la filosofia, traduzione italiana in
La cultura, quattordicesimo, 4, 1976, pagine 395-396 e 400-403
(vedi manuale pagine 328-332).

 Tutti gli uomini e tutte le donne sono filosofi, o meglio, se non
sono consapevoli di avere dei problemi filosofici tutti hanno in
ogni caso pregiudizi filosofici. La maggior parte di questi sono
teorie che essi prendono per scontate inconsapevolmente, o che
hanno assorbito dal loro ambiente intellettuale o dalla
tradizione.
Poich poche di queste teorie sono professate consapevolmente,
esse sono pregiudizi nel senso che sono professate senza un esame
critico, anche se possono rivestire grande importanza per le
azioni pratiche delle persone e per tutta la loro vita.
Costituisce una giustificazione dell'esistenza della filosofia
professionale il fatto che c' bisogno di uomini che esaminino
criticamente queste teorie diffuse ed influenti.
E' questo l'incerto punto di partenza di ogni scienza e di ogni
filosofia. Ogni filosofia deve iniziare dalle dubbie e spesso
perniciose concezioni del senso comune acritico. Il suo fine  di
raggiungere il senso comune illuminato, critico; di raggiungere
cio una concezione pi vicina alla verit e che abbia un influsso
meno dannoso sulla vita umana.
[...].
Credo sia dovere di ogni intellettuale essere consapevole della
propria posizione privilegiata. Ha il dovere di scrivere nel modo
pi semplice e chiaro possibile e nel modo pi civile possibile e
di non dimenticare mai n i grandi problemi che assediano
l'umanit e che esigono pensiero nuovo e audace, ma paziente, n
la modestia socratica dell'uomo che sa quanto poco egli sa. Contro
i filosofi al minuto, con i loro problemi minuti, io penso che il
compito principale della filosofia sia di speculare criticamente
intorno all'universo e al nostro posto in esso, comprese le nostre
facolt conoscitive e le nostre capacit per il bene e per il
male.
K. R. Popper, Logica della ricerca e societ aperta, Antologia a
cura di D. Antiseri, La Scuola, Brescia, 1989, pagine 86 e 88-89.
